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lunedì 2 aprile 2012

Oltre i nostri occhi


Piccole luci




Il dolore umano si ferma dinnanzi al mistero della morte: i nostri cari che spariscono, di loro  sulla terra non giunge notizia alcuna, questo fatale spegnersi della nostra luce...
In tutta questa ineluttabilità però, possiamo trovare conforto e speranza nella natura che ci circonda, é in essa che noi continuiamo a vivere per e con i nostri cari, che, se pur in un'altra dimensione continuano ad ascoltarci, amarci e proteggerci.

Lo dicono  bene le nostre due lettrici, nelle poesie che seguono.

Oltre i nostri occhi
Oltre il nostro udito
Oltre i nostri sensi
Impareremo a cercarti nel seme che attende e promette il profumo di un fiore,
Nelle chiome degli alberi mosse dal vento
Nella danza delle nubi nel cielo,
Nella piccola goccia di pioggia,nei colori dell'arcobaleno,
Nel fuoco del tramonto, 
Nelle magiche ombre che si allungano sotto la luna,
Nell'oro dei raggi del sole che accendono un nuovo giorno, così che
Qualsiasi sarà la forma e la direzione che prenderai per continuare il tuo cammino,
Noi sapremo che tu sei lì ad ascoltarci e a proteggerci.

E' sempre la natura il tema dominante di quest'altra poesia, intesa come sollievo, rassegnazione, speranza, condivisione. Illusione, potrebbe affermare chi non é stato visitato dal lutto, una certezza invece, per chi l'ha provato, che la persona umana scomparsa é sempre vicino a noi, ora e sempre.

A levante si tinge di rosa il mare,
leggermente increspato sotto un cielo di madreperla.
Solo una barca muove lentamente verso la torre.
Tu sei qui,con me  a godere di tanta bellezza
nel silenzio dell'alba.

mercoledì 21 marzo 2012

Piccole luci ma anche poesie


Due piccole luci  da pubblicare, ma che in realtà sono poesie.


La prima é un ricordo commovente di una moglie per il marito, che se pur permeata di nostalgia e di  dolore,  é anche speranza di potersi un giorno ritrovare uniti, per l'eternità.

 Ed ora

Ed ora che il vento mi ha sbattuta
sulla torre del silenzio, non posso
immaginare un futuro senza te.
Amaro diventa il ricordo degli anni 
passati a costruire la nostra storia.
Una lunga storia d'amore.
Ora s'é aperto l'ultimo capitolo, 
ma non voglio, non voglio essere io 
a scrivere la parola "fine".
Come sarebbe bello, mano nella mano,
varcare la soglia del mistero e
rimanere uniti per l'eternità.
 Maria Bianchi

Mentre nella poesia che segue, troviamo l'inconsolabile dolore di una figlia per la scomparsa della mamma  che  non si arrende al pensiero di averla perduta per sempre.

E sei
E sei nell'aria che respiro
Nell'acqua che bevo
Nel fuoco che mi scalda
Nell'amore che mi resta
E sei nella quotidianeità più vuota
Sei nelle cose vestite di luce
Fatte dalle tue mani
Nei miei pensieri che tu hai fatto nascere
Buoni Ostinati Lacerati
Nei sogni voluti che svaniscono all'alba
Nelle stagioni vere
che cominciano e finiscono surreali
In questo inverno che sa di fiaba triste
accendo i miei fiammiferi
E sei...
Stefana Asnicar

martedì 6 marzo 2012

Una presenza non presente






In questa piccola luce, sono rinchiusi tutti i sentimenti di dolore, rassegnazione e speranza universalmente comuni a chi purtroppo ha subito questa perdita: La mamma.

"Sono passati due anni, un'eternità da quando mi hai lasciato; ma per potersi rassegnare quest'eternità é troppo breve, dura solo un attimo. La rassegnazione é quella parola che ci accompagna in tutti gli eventi della nostra vita, ma che sicuramente non si può conciliare con la tua perdita.
La tua morte é più di un'assenza: é una presenza non presente.
C'é chi asserisce che la morte di un genitore é una cosa naturale: spesso sono quelli che non hanno ancora provato questa esperienza; e di tutte le parole affettuose che si dicono in questa triste circostanza, solo quelle di chi ha sperimentato in prima persona l'esperienza della morte danno conforto, le altre si fermano prima: non raggiungono il cuore.
Affermare che il tempo é un gran medico é una mezza verità. Il tempo da solo non guarisce. Anzi...
Io continuo a perderti ogni giorno... perché in quei momenti del quotidiano che vorrei condividere con te, sono rimessa di fronte dolorosamente alla tua assenza e riconosco con chiarezza il ruolo che hai svolto nella mia vita.
Anche il tuo silenzio, di fronte alle mie scelte di vita che non condividevi, ora come allora, é più eloquente di qualsiasi parola.
Solo la speranza, sorella inseparabile della fede, mi dà la certezza che tu mi vedi e mi ascolti ancora.
Sei il mio primo pensiero del mattino e l'ultimo della sera."

martedì 21 febbraio 2012

La galleria dei bambini








Questa piccola luce é stata accesa da una cara amica ,  che reduce da un viaggio a Gerusalemme é rimasta colpita da :
La Galleria dei bambini", straziante discesa negli inferi che più di ogni altra lascia il senso dell'irreparabilità di vite non vissute. Mentre  in alto alla galleria si accendono e palpitano piccole luci, quasi lucciole o stelle, una voce dice i nomi, l'età e la provenienza del milione e mezzo di bambini ebrei uccisi nella Shoah.Occorrono due anni per dire i nomi di tutte quelle stelle. Sì questo bambino é vissuto, sembrano dire quelle luci, tuttavia la sua piccola storia é quasi sempre sparita, come non avvenuta e la sua grande storia di persona adulta e ricca di eventi non é mai iniziata.

Quest' altra  piccola luce é stata dedicata a due giovani vite spezzate:
La perdita di due figli é un terremoto che ti sconvolge l'esistenza. Dicono che questo tipo di dolore non passi mai, sembra che la cura a questo dolore sia l'accettazione del dolore stesso, ma senza la speranza tutto ciò é umanamente impossibile, é questo quello che ci dicono questi genitori con la loro piccola luce

Il silenzio della sera...
una preghiera nella notte..

Ci siamo abituati a non vedervi più,
a sentirci dire  che "la vita continua", 
ma rassegnarci non é dimenticare, 
 né cancellare qualcosa di indelebile: 
é solo il sogno di riporre nel futuro 
la speranza di rivivere il passato.
Se prima eravate con noi
ora siete dentro di noi.

martedì 14 febbraio 2012

Le piccole bianche campanule



Spontanei pensieri, sgorgati dal cuore di una nostra amica, che si reca spesso a far visita al nostro bel Cimitero.
In una torrida estate di qualche tempo fa.

LE PICCOLE BIANCHE CAMPANULE
"Sono per tutti i defunti le piccole bianche campanule che crescono spontaneamente nel nostra Camposanto e si avvicinano alle tombe più prestigiose, già ricche di fiori pregiati...ma non si dimenticano delle tombe disadorne ed abbandonate.Nella quiete dei viali ombrosi, sembrano piccole stelle che ondeggiano ad ogni alito di vento. Nessuno dà loro una goccia d'acqua, eppure agli occhi di chi sa guardare ed ascoltare la natura, sembrano dire ai nostri cari Defunti:
"Riposate in pace, ci siamo noi a vegliare su di voi, per tutti c'é un ricordo ed una preghiera".

E' questo un bel messaggio di fede, e di speranza che lenisce il dolore per la perdita della persona amata.
Dopo la corsa della vita, di questa vita che corre inesorabile, come sabbia finissima da una clessidra, ci aspetta un destino uguale per tutti. L'ultima fermata ci conduce  al "viale silenzioso dei cipressi", verso l'altra dimora, dove potremmo portare un briciolo di cielo, prati, fiori, gemme, per continuare a stare accanto alla persona che abbiamo tanto amato.


PER PRATI FIORI E GEMME
Cercarti tra le stelle
del firmamento é impossibile.
Forse sei nascosta dietro i colori dell'iride
perché non scendi nel nostro universo?
Te ne sei andata di punto in bianco.
Un bel mattino il tuo corpo era vuoto e rigido.
Cercarti ancora tra le cose dell'universo
sarebbe inutile.Ti incontrerò
tra le stelle ed abbagli di luce.
Saremo entrambi nell'eternità.
Ci divertiremo ad inseguire
gli spiritelli, tra musiche celestiali
e passeggiate per prati
fiori e gemme.



lunedì 16 gennaio 2012

E' sempre per lei



E' di una blogger che seguo e che mi segue sempre con interesse questa Piccola Luce, dedicata alla mamma, del resto un tema molto ricorrente,perché penso che quel cordone ombelicale che le ha unite per molti mesi, non sia mai stato tagliato.

Cara mamma, vorrei dirti quanto mi manchi, ma non trovo le parole:ho un vuoto nella mente, un macigno nel cuore.
Il volto del tuo ultimo giorno di vita, quando esalasti l'ultimo respiro, non lascia spazio a nessun altro sentimento che possa in qualche modo, chiamarsi rassegnazione.
E sì che noi adulti dovremmo essere abituati alle amare sorprese della vita...ma per quanto naturale sia il morire, niente e nessuno potranno mai colmare il vuoto che mi hai lasciato.
Lo scorrere inesorabile del tempo anziché lenire, acuisce sempre più il significato delle parole "mai più".
Non é difficile il vivere nel ricordo, ma é il vivere senza di te che diventa insopportabile.
Come fare? E' forse credere in quel filo invisibile, tra cielo e terra, che chiamato fede, ci fa sperare in un mondo migliore dove non ci lasceremo mai?
Ne sono convinta e voglio sperare che ciò non sia mera illusione.
Allora, tu che lo puoi, aiutami dal cielo come hai fatto sulla terra.


Germana

venerdì 13 gennaio 2012

Mi ritorna in mente....




Devo dire che spesso sono per  la mamma le "Piccole luci" che si accendono per lei, come dimostrano questi pensieri che mi sono pervenuti.

Una poesia, una preghiera, un'accorata invocazione  che ci fa capire quanto ripercorrere i momenti tristi ci faccia male, perché impossibili da dimenticare, però la speranza che Lei é ancora vicino a noi non muore mai, ed é questo che ci aiuta ad andare avanti.

"Mi ritorna in mente quel mercoledì di Giugno....Era tutto vero, il dolore, la disperazione, le lacrime d'addio.
Qualcuno mi ha detto:
"Ringrazia Dio, ha finito di soffrire". Sarà anche vero, ma quando finirò di soffrire io?Cara mamma più passa il tempo, più mi manchi, e più ti voglio bene.
Il tuo ricordo é luce che non si spegne , che mi conforta, ed il mio affetto é quello di sempre. L'amore non svanisce mai, la morte non é niente: tu sei solo andata nella stanza accanto.
Di infinito non c'é che il cielo per le sue stelle, ed il cuore dell'uomo per le sue lacrime.

Da queste righe traspare un'accorata invocazione d'aiuto alla mamma, che certamente non resterà inascoltata.

"Cara mamma, nessuno mi aveva mai detto che il dolore assomiglia così tanto alla paura. Il dolore si manifesta come rabbia,autocritica, senso di colpa, solitudine.Ben di rado siamo preparati ai sentimenti intensi, che ci sommergono quando muore una persona cara. Il dolore per la tua perdita é come un fiume in piena che scorre lungo tutta la mia vita. Mi potrò mai rassegnare? Mamma cara aiutami tu."

Il distacco é duro da metabolizzare. Forse non lo si accetta mai. E non servono le pillole. Non serve la medicina. Il dolore ha un suo corso da compiere e spesso é un cammino eterno e noi non possiamo modificare il flusso eterno. Ed allora cosa ci rimane alla fine? La speranza dell'uomo per il "Dopo".
Un "Dopo" fatto di gioia e amore infinito.

sabato 7 gennaio 2012

La mamma é colei che...




Mi sono pervenute due Piccole Luci che pubblico in questo spazio , dove ognuno di voi può accendere la sua, non é necessario firmarsi...
Una é una preghiera, l'altra una riflessione per ricordare una persona cara che non c'é più, perché si sa, spesso il dolore "Partecipato" sembra meno lacerante, se condiviso.

 La perdita di un figlio, significa avere la consapevolezza che quella vita destinata a prolungare il mistero delle generazioni si é tragicamente spezzata.Questa segna agli occhi di una madre e di un padre, una ferita mortale, un dolore infinito ed insopportabile, un anticipo della fine.Molto più facile sarebbe spostare una montagna, come si capisce in questa preghiera di due genitori che hanno visto i loro figli accomunati in un tragico destino.
Questa struggente preghiera lascia solo spazio, non alle parole consolatrici, ma ad un accorato appello alla Madonna in quanto Madre, che ha sofferto per la morte del figlio, e solo Lei può capire ed intercedere presso Dio per far sì che un giorno li possano riabbracciare nella Comunione dei Santi.
 Preghiera

"Signore ti preghiamo per i nostri cari figli che vivono nel Tuo regno.
Noi abbiamo sempre voluto il meglio per loro, sognavamo che ci superassimo in ogni cosa,
ma questo sorpasso é stato troppo azzardato e troppo precoce.
Troppo contro natura.
Le nostre ferite non si rimargineranno mai.
Allora imploriamo te Maria, che hai visto morire tuo Figlio, affinché tu ci dia la forza di andare avanti, di sostenerci nelle ore di angoscia, di solitudine e di disperazione.
Donaci la speranza che un giorno raggiungeremo i nostri figli per lodare insieme a loro, il Dio che ci ha creati.
Cari figli pregate per i vostri genitori, fateci sentire la vostra presenza, dateci ogni sera la carezza ed il bacio della buona notte"

 Riflessione 
La mamma é colei che  può prendere il posto di tutti gli altri, ma il cui posto non potrà mai essere preso da nessuno....
La sua perdita é un dolore troppo grande a cui non ci si rassegna facilmente se non si ha un po' di fede; ne sa qualcosa anche lo scrittore Alberto Bevilacqua che nel suo romanzo "Tu che mi ascolti" si rivolge alla mamma come se fosse ancora viva dicendo:
"Ci siamo amati anche nella vita più dura. Mia madre é morta ma io continuo a parlare con lei".


lunedì 2 gennaio 2012

Piccole Luci




E' uno spazio rivolto a quei pensieri che custodiamo insieme al dolore, quando ci rechiamo al cimitero a far visita ai nostri cari.
Le tensioni della giornata spariscono in quella pace ovattata quando, raccolti nel calore dei ricordi, entriamo in un altro spazio, dove cerchiamo voci e volti irrangiungibili per noi, perché ora si muovono nella luce di Dio a contatto con gli angeli. Allora i nostri passi cadenzati dal rumore secco della ghiaia, sembrano "stonare" nell'anima che soffre e spesso non vediamo nemmeno chi incontriamo, schivi e isolati nel nostro soffrire e nelle incognite paure che ci procura la perdita di una persona cara.
Questi nostri pensieri sono come delle piccole luci che si accendono e si uniscono in una grande luce che ci accomuna nel dolore; sprazzi di tante anime che individualmente rivolgono a Dio una muta preghiera collettiva, calda e rassicurante come una stretta di mano.

La prima piccola luce che voglio pubblicare é questa.

Ciao mamma,
vorrei tanto che queste parole avessero il significato di quelle tenere "letterine" che la sera della vigilia di Natale mettevo sotto il piatto di papà e che poi mi obbligavi a leggere, in piedi sulla sedia a parenti e amici riuniti. Userò la forza di quella fresca emozione e quella gioia innocente per superare questa grande distanza e sono sicura che ti raggiungeranno  insieme a tutti quei "ti voglio bene" che non sono mai stata capace di dirti, perché gelati in gola ma espressi in tanti piccoli gesti nascosti. Avranno valore ora che non sei più vicino a me le parole non dette? Contano i semplici gesti? C'é un tempo per la pioggia e uno per il sole, c'é un tempo per nascere e uno per morire e... un tempo per riuscire! L'amore, grande veicolo, é l'unico mezzo che mi rimane per raggiungerti e dirti quanto sempre ti abbia voluto bene.
Mi manchi tanto cara mamma ma, nella gioia innocente della mia infanzia ti ritrovo viva e vicina a me.
Ti abbraccio forte.
Mariangela

Ora vorrei fare un invito a quelli che passeranno di qui:
"Sarei lieto di pubblicare in questa rubrica la vostra piccola luce, inviandomela al seguente indirizzo di posta elettronica":
orestemori866@gmail.com

Grazie